Direzione entroterra sulla strada del Verdicchio

Direzione entroterra sulla strada del Verdicchio

A pochi chilometri di Senigallia, in una mezzora di macchina, si raggiunge facilmente un fazzoletto di terra tappezzato di Vigneti. Nel cuore della regione Marche, tra colline e piccoli borghi disposti a ferro di cavallo tra i castelli di Jesi e Matelica, troviamo infatti la strada del Verdicchio, vitigno celebre ormai in tutto il mondo.

Queste uve si coltivano da secoli in condizioni pressoché irripetibili altrove. La buona esposizione dei terreni e le fresche brezze marine, che garantiscono forti escursioni termiche tra la notte e il dì, consentono agli acini di sviluppare la giusta acidità. Le caratteristiche organolettiche di questo antico vino sono così fortemente legate al territorio che, generalmente limoso-argillosi e calcarei, poveri di sostanza organica ma sufficientemente provvisti di potassio, sono ideali per consentire all’uva di sviluppare aromi di particolare finezza.

Per questi, e tanti altri motivi, anche storico culturali che la sua terra offre, per gli amanti dell’enogastronomia, una giornata consigliamo di spendercela. Magari, dopo la partenza da Senigallia, facendo tappa proprio a Jesi, città ricca di bellezze architettoniche come poche altre nella regione. Da lì sarà semplice raggiungere i suoi castelli, tra i quali Montecarotto, città del vino e dell’olio, che merita una visita per l’imponente cinta muraria, il torrione dell’orologio, simbolo del paese, e la chiesa della Ss. Annunziata, che domina l’abitato. Le dolci colline marchigiane ci accompagnano poi anche a Staffolo, uno dei tanti balconi marchigiani dove nelle giornate più limpide è possibile ammirare mare e monti. Sulla cinta muraria che ospita il Museo del vino e dell’arte contadina con annessa enoteca, spicca il torrione dell’Albornoz.

Ma il Verdicchio, ormai uno dei più famosi vini bianchi del mondo, coinvolge tanti altri comuni che meritano di essere visitati, appunto i Castelli di Jesi, così come le vallate a ridosso del fiume Esino delimitate dalla linea che da Ostra-Arcevia scende a sud fino a Cupramontana-Apiro, che insieme danno vita alla più antica area di produzione del Verdicchio, in questa zona denominato “Classico”.

Ci sembrerà di aver girato un’altra Italia ma in fondo non ci saremo mai allontanati da Senigallia, sempre lì ad una manciata di chilometri. Il suo azzurro mare e la sua finissima spiaggia di velluto ci aspettano per il rientro. Le Marche sono anche questo, mare, colline e monti, pesce e carne, tutto a portata di mano.

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